numerosissime sorgenti, come quelle del Lete e del Sava in tenimento di Letino, del Torano e del Maretto nella Città di Piedimonte, tutte nel versante casertano del Massiccio. Dei fiumi Tammaro, Biferno, Cavaliere e Carpino nel versante molisano. Anche il Lago di Telese, nel Beneventano, è alimentato dal Lago del Matese. Infatti, quando nel corso del mese di marzo del 1953, furono immessi nell'inghiottitoio dello Scellerato, 73 Kg. di fluorescina sodica al 2% per controllare il percorso sotterraneo delle acque, dopo cinque giorni, tutto il corso del Torano era colorato in un'onda cromatica verde e anche dai rubinetti fuoriusciva acqua dall'inteso colore verde. Il Lago di Telese, invece, fu interessato dalla colorazione dopo circa un mese. Soltanto le sorgenti del Maretto non furono toccate dalla fluorescina, poiché esse hanno origine da altri depositi e derivazioni sotterranee.
Anche il Lago Matese è di tipo carsico, con inghiottitoi incapaci però di smaltire tutte le acque che vi affluiscono e perciò a livello variabile.
Il Lago situato nel fondo di una gran fossa, lunga quasi otto Km. e larga poco più di un Km., si estende tra lo Scennerato, sta per scende veloce, e il Rio Torto, passando ai piedi della Gallinola, della Cannella e di Monte Miletto.
Climaticamente il Massiccio del Matese ha un clima di tipo continentale montano, pur con differenziazioni assai sensibili con il variare dell'altitudine.
La prevalenza dei venti è diversa nelle varie vallate; abbastanza frequenti sono comunque i venti di greco (Nord-Est) e di scirocco (Sud-Est).
Le precipitazioni che raggiungono i valori più elevati nell'area settentrionale, circa 2500 mm. annui, diventano scarse nei lembi più meridionali o più distanti dal Matese.
Molto sostenute, sono ovunque le precipitazioni nevose. Le temperature sono piuttosto basse e spesso inferiori di molto allo zero, tanto da far gelare completamente e per molti periodi dell'anno, il Lago Matese.
Il lago è alimentato, oltre che dalle acque meteoriche, anche da quelle provenienti dalle alture circostanti e dalle sorgenti, numerose sul Matese. Grossi sorgenti sono quelle che scaturiscono presso la Casina di Santa Maria e di Capo di Campo, quella del Ritorto, di Monterone e del Rifreddo o Rivo Freddo. Quest'ultima è periodica, rimanendo asciutta per gran parte dell'estate.
La parte più profonda del Lago è di metri 2,60 nel corso della stagione estiva. D'inverno varia da cinque a sei metri. Infatti la quota altimetrica dell'invaso delle acque che è periodicamente misurata dall'Enel alla Palazzina, oscilla tra un minimo di 1007 metri ad un massimo di 1012 s/m.
Il volume delle acque è stato
calcolato, nel corso della massima pienezza del Lago, in 15 milioni di metri cubi.
Il fondo è costituito da uno strato argilloso impermeabile ed è fornito d'alcuni inghiottitoi che risucchiano una parte delle acque verso ignote destinazioni o verso le sorgenti di pianura, con una variazione altimetrica di circa 800 metri.
Fra tutte le montagne dell'Italia Meridionale. il Gruppo montuoso del Matese costituisce uno dei più ricchi habitat naturali per la diversità dell'ambiente, del clima, della flora e della fauna. Alla ricchezza dei superbi e magnifici paesaggi ora innevati, ora vestiti di un verde intenso, in cui fa sempre da sfondo un cielo incredibilmente azzurro, si alternano, d'estate, pianori, balze, ora selvagge, ora opere di pittori, ora di bionde distese di messi, ora di brulle e punteggiate plaghe calcaree.
D'inverno il paesaggio d'alta montagna acquista un indulgente aspetto d'arcaica oleografia, dove tutto appare bello e patetico. Quei rami colanti di una miriade scintillante di barbe bianche sotto le quali le suola gommate degli scarponi dei pastori e degli escursionisti,
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