Nella sezione mediana dell'Appennino Meridionale che in Campania si presenta smembrato in massicci isolati, spicca quello del Matese. Le cime maestose e superbe del Miletto, della Gallinola, del Mutria e di Monte Janara dominano incontrastate tutto lo sfondo verdeggiante dell'alto e medio della Valle Volturnia, di quella Telesina, fino ai contrafforti montuosi del Gruppo delle Mainarde, del Taburno e del Vesuvio.
Il Matese si estende su una superficie di oltre mille chilometri quadrati raggiungendo vette piuttosto alte, come ad esempio, i 2050 metri di Monte Miletto, anticamente "Mons militum" o Monte dei soldati.
Lo sviluppo in lunghezza è di circa 45 Km.: da Isernia a Casalduni nel Beneventano. La larghezza è variabile, dai 18 ai 25 Km. se si misura da Cantalupo a Prata Sannita o da Campochiaro a Pontelandolfo.
Da Isernia la montagna si alza ripidamente fino al Monte Patalecchia, poi con andamento piuttosto uniforme, raggiunge la Serra Soda. Qui volge ad est e, con moderate pendenze e depressioni, dopo aver superato i due centri alpestri di Gallo Matese, m. 875 s/m e di Letino, m.1050 s/m., sedi d'insediamenti alloglotti, raggiunge le Vallocchie Oscure.
La catena montuosa del Matese, dopo aver oltrepassata la cima del Colle Tamburo, m.2040 s/m, così chiamato forse dal nome dell'antico feudatario del Tino, oggi Letino, o perché un tempo si dava, a suono di tamburo, il segnale di raccolta alle numerose mandrie che pascolavano nelle vallate di Letino e di Roccamandolfi, raggiunge il cuore del Matese. Un insieme maestoso di montagne che in vetta alla Gallinola sfiora i duemila metri, o addirittura li supera con il cono solitario del Miletto, sovrano del carsico massiccio del Matese.
La linea del displuvio continua ancora ad Est, raggiungendo la cima di Monte Mutria, metri 1923 s/m. e che è la terza tra le vette del massiccio matesino.
Di qui la linea altimetrica continua ancora verso Est, digradandosi lentamente verso il Passo di Sepino in Provincia di Campobasso, posto a metri 570 s/m.
Geometricamente il Matese si può raffigurare come un gran quadrilatero irregolare, mentre verticalmente si notano due pieghe di corrugamento di diverse altezze. La prima, quella tirrenica, varia dai 1200 metri, ad esempio Monte Majo, m. 1302 s/m e Monte Janara, m. 1575 s/m. La seconda o adriatica, supera i duemila metri, appunto con Monte Miletto.
Tra le due pieghe esiste una zona pianeggiante lunga circa 25 Km. e larga quasi 3 Km.: da Campo Majuri o Capo di Campo a Vallelunga di Gallo Matese, passante per la Piana del Lago Matese e per il Campo delle Secene di Letino.
Nella morfologia del Massiccio del
Matese, caratteristico per la struttura ad altipiani, da cui si elevano cime poderose e imponenti, tra le quali spesso sono incise valli profondi, spesso d'assestamento tettonico, non mancano ampie tracce di fenomeni carsici, come quello dello "Scennerato e Scellerato" sul Lago Matese o quello di Campofigliuolo, in tenimento di Letino.
Ai terrazzi che degradano verso settentrione, s'oppone, sull'opposto versante, il muraglione asperrimo che fa da bastione allo spartiacque tirrenico - adriatico: quasi un taglio netto a dividere la Campania dal Molise.
Qui la suggestione del paesaggio non conosce i mezzi toni né tollera le sfumature. La dolcezza mediterranea della non lontana pianura campana sembra mille miglia distanti, così com'è remoto, sull'altro versante, è del resto qualsiasi ricordo di colore adriatico.
Il Matese è costituito in massima parte da terreni permeabili, con una vastissima area d'assorbimento delle acque meteoriche, le quali danno origine a fosse, a bacini, a grotte, a caverne. Tali acque alimentano anche